VISIONE ARTISTICA TOTALE
Va bene la figura al posto dell'astrazione ma questo non implica la rinuncia a raccontare il dramma, o la tragedia, del mio tempo attraverso il filtro della mia coscienza. L'eccitante sta nel passare dal "mio" al "nostro". La pittura e la grafica altro non sono se non i mezzi che mi hanno scelto per poter raccontare tutto, che mi
hanno scelto per darmi la possibilità di esistere, non come io ma come donna e madre (intendo con ciò tutto il femminile, dalla ricettività del foglio bianco e vergine, della terra aperta che attende il seme fino alla messa al mondo del frutto). Quindi esisto esclusivamente ed anonimamente per fare esistere. Esisto in quanto faccio esistere, me e altro da me, io e non io, essere e non-essere.
Sostituire alla parola arte, alla sua prigione di definizioni, la parola opera, la sua apertura.
CHE COSA È LA RAPPRESENTAZIONE?
La rappresentazione è quell'immagine che ci formiamo nella mente tramite cui ci mettiamo in relazione con ciò che vogliamo conoscere.
Però, mentre ci mette in relazione con la coscienza così può anche ostacolare il compito di essa in quanto la rappresentazione, nella sua imprecisione, è sempre fuorviante. In definitiva la rappresentazione ostacola la verità. La rappresentazione la si può immaginare come un filtro o come il buttafuori all'entrata del locale
che decide chi far entrare e chi no. Ma: a che scopo dover rappresentare alcunché?
Quindi a che servono le rappresentazioni se non ad eliminare il più possibile i problemi e forse quelli di coscienza soprattutto? Le rappresentazioni sono schemi, filtri, buttafuori.
Le rappresentazioni sono all'origine delle culture, all'origine delle tribù. Senza rappresentazioni non si dà alcuna identità culturale più o meno ufficiale. Esiste una cultura della non rappresentazione?
VISIONE LETTERARIA
E allora siamo andati a mostrare il culo alle rane nella speranza che le palpebre anarchiche della sbornia cadessero in amore sotto le stelle con cazzi cigliati nello struscio delle serpi bagnate dai talloni spumosi e gole gonfie di rutti poderosi
che avrebbero aperto toraci se non avessero trovato fori da cui uscire o in cui entrare.
Continuiamo: la Rossa lenta come vento dello Yucatan carezza alligatori. Rutti, cerebrotomia.
Una bionda, onde, matasse lente come vento lento dello Yucatan su palpebre verticali di alligatori adora le loro lingue, guida una rossa gonfia d'angeli luminosi di palude eccetera.
Il grande piacere di scrivere: il grande piacere di riflettere ordinatamente. Quando scrivo sono più concettuale che immaginativo. Concettualizzare l'immensa e misteriosa perfezione formale della natura.
Il non-essere è? Il non-essere non è. Invece di dire "non-essere" provo a dire "non-è". Falla voraginosa, attraente paurosa, pria e poi, tra cespi di rose, arpe d'oro e frecce d'amore s'apre il fittissimo mistero in cui ogni cosa mostra e fa
sparire, cilindro di mago, buio insondabile da cui ogni forma sorge preceduta dal lampo.
Rotola, balza, grida eccitato scomponendo in un levar d'occhi
la cornucopia terrestre.
Scherza con tutti senza rispetto e vecchi sdentati prende alla gola o si accoppia ad allor belle acconciature lasciandole quindi distrutte.
Raccoglie urla e gridolini in tantissimi poiché rendano più inebriante il
grande mugghio e con questa cava di terra il suo piacere rende magnetico un vuoto lontano di fronte rendendo tutti i corpi, anche quelli che non si possono toccare
attratti.
Anche se lieve / nel vuoto / ho avuto il caso di ascoltarti.
Un bisogno di te ha preso tra le sue dita e per tua fortuna ti torturò gentilmente per capire perché sei.
Da dove vieni dunque? Non da ieri perché non ti ricordo e neanche prima.
Qual è il tuo stato civile? Chi è tua madre?
Di chi sei figlio? Ammetto di non conoscerti pur essendomi familiare. Però ora quasi non ti vedo più e di te conosco il silenzio. Perché sei qui? Come un avvertimento? O forse tu vuoi giocare a scacchi?
PENSIERI D'ARTE VISIVA
QUALITÀ E QUANTITÀ
(nell'arte esse non solo si conciliano ma sono la stessa cosa)
Nell'arte si conciliano quantità e qualità, anzi sono la stessa cosa; se metto troppo o troppo poco di tale colore o di tale forma (e questo è l'aspetto quantitativo) finirò per perdere la qualità. Per cui la qualità si raggiunge per mezzo dei dosaggi di quantità.
La qualità, alla fine, altro non sarà se non il sigillo luminoso di una esatta (non in senso matematico, ma anche in senso matematico) composizione, organizzazione delle quantità.
Pittura: il tempo che si ferma. Immobilità e Silenzio. Eternità. Tempo e Silenzio: ronzante Rumore di Fondo. Il ronzare che sta sotto tutte le voci, le assorbe e le rigetta tutte, dà la sensazione che nel tempo il Tempo si sia fermato, tempo senza la ridda di tutte le forme conosciute e sconosciute. A proposito: esistono forme
assolutamente sconosciute che non possono essere ridotte a nessuna geometria umana? Sembra che ciò che è sconosciuto non appaia neanche, pur essendoci.
Mi interessa la geometria che rende simbolo tutto quanto tocca. In qualche maniera sono legato ai pittori metafisici ed espressionisti. Degli espressionisti mi interessa l'attaccamento all'erotismo, dei metafisici l'immoto che eternizza la bellezza del corpo femminile. Il corpo femminile è armonia, la bellezza assoluta essa
stessa.
Rendere visibile l'invisibile
1) Per il disegnatore - Esistono forme formanti-formate tanto per i corpi solidi quanto per i corpi invisibili quali vento o fischiettare d'uccelli. Come la "modulazione" di un albero dà la forma di quell'albero, così la "modulazione" di un suono è la forma (spaziale per il disegnatore) di quel suono.
2) Che colore ha il Vento? - Che colore dare al fischiettare di un uccellino? Il vento non ha colore. Però il vento ha delle temperature (un vento è più caldo un altro è più freddo).
Queste temperature ci possono già dare dei suggerimenti riguardo al colore di tal
particolare vento. Anche i colori vengono divisi fra caldi e freddi e in più tra secchi e umidi.
3) Dar forma a tutto l'invisibile - (a parte Dio naturalmente che, come il nero, racchiude in sé tutto, non si sa in quale forma e in quale nome). Sembra possibile dar forma a quasi tutto l'invisibile anche se non penso basti la vita di qualche uomo per portare a termine questo compito.
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