VISIONE ARTISTICA TOTALE
CHE COSA SIGNIFICA FARE ARTE?
Uscire dal sistema comune del lavoro, dalla schiavitù di un lavoro che non mi appartiene e anche per avere un rapporto più bello col tempo e con lo spazio che mi circonda. È un'educazione della sensibilità e della percezione, un'educazione alla vita. In definitiva è un mezzo per riconquistare l'amore verso tutto una volta che lo
si è perso. È un mezzo per uscire dalla schiavitù del tempo e dello spazio. È come una macchina del tempo che ci mette in contatto oltre che con i nostri contemporanei anche con gli antenati e con i posteri. Infine ci fa prendere confidenza con tutte le manifestazioni della materia e dello spirito e ci fa sentire concretamente la presenza dell'infinito, degli universi paralleli.
È arte tutto quanto è libera creatività. Per cui qualsiasi attività che non sia schiava e che nasca tanto dalla necessità che dal piacere, ma principalmente da quest'ultimo.
Ora un problema importante (politico) è il rapporto dell'artista colla sua opera e il mercato dell'arte. È o non è un problema quello del costo dell'opera?
Il prezzo di un'opera d'arte è difficilmente definibile dipende dal riconoscimento di qualità che di volta in volta negli anni gli viene attribuito. L'opera d'arte è sicuramente il primo degli status simbol. Purtroppo non sembra compito dell'artista cambiare questo stato di cose.
Quelli che più hanno combattuto questo stato di cose non sono però riusciti a sfuggirvi. Manzoni e la sua merda sono senz'altro uno status-simbol.
Ed anche la Gioconda coi baffi e il ferro da stiro coi chiodi dei dadaisti ormai lo sono.
L'arte è attraverso la Forma. La Forma in arte è tutto. Questo non ha niente a che vedere con gli svariati formalismi che aborrono qualsiasi contenuto perché la forma di cui parlo è la Forma dell'Idea. La forma è la Porta (luogo di passaggio) tra il mondo di qui e quello di là. La Forma mette in relazione chi la guarda con le "profondità".
Importante nelle sculture in legno o in metallo che diano il senso del movimento. Il movimento comunica sentimenti che si discostano da quello monolitico della sacralità immobile e bizantina.
Insomma ciò che mi interessa è la "vita" che esce fuori dall'opera, la sua aggressività, violenza ed energia.
TROVARE ACCORDI
(in pittura come in musica)
Trovare accordi per similitudini più o meno vicine. Accordo per similitudine e per contrasto.
Quindi giocare sulle luci, sulle forme, sulle materie, sulle superfici, sui soffi. La mia è una pittura tattile e di temperature.
PITTURA E TEMPO DELLA MEMORIA
Le arti atemporali architettura, pittura, scultura in realtà non sono atemporali. Sono soglie per entrare nel tempo rovesciato della memoria più o meno onirica. Ogni percezione è ricordo, anche di ciò che non abbiamo vissuto nella nostra vita.
Perdersi in un rosso magnifico, in un azzurro terso solido e leggero, questo volo della pittura, della materia, della visione. Volo vero e proprio, sinfonia, eccetera.
Ogni pensiero ha un colore? Quanti sono i pensieri trasparenti, senza colore? Molti, forse più di quelli colorati.
Pensieri colorati
Pensieri suonati
Pensieri cantati
Percezioni - frammenti elettrici, vorticanti, mossi da follia combinatoria.
Questo campo pieno di frammenti che desiderano riunirsi in un corpo non solo originario ma anche originale sono metafora delle particelle della fisica come del materiale onirico, mnemonico, combinatorio, inconscio. Quello che è interessante in tutto questo sono le possibilità infinite di combinazione fra i vari frammenti e lo
scopo è quello della meraviglia e del mistero di tali concreazioni combinatorie. Per godere appieno di tali combinazioni misteriose bisogna abbandonarsi al flusso spontaneo delle associazioni.
Il bello non sta nell'opera ma nelle infinite associazioni che essa mette in moto, nel viaggio insomma, nel piacere del viaggio. Quindi il quadro come motore immobile. Seduzione.
DISABITARE UN UOMO
Cosa dipingere oggi, cosa dare da vedere? Un'immagine che non riesce mai a diventare
immagine, cioè completa. Frammenti, ricordi incompleti che si sostengono unicamente col ritmo della composizione. Sono segni che rimandano a parzialità, sono pazialità. Nessuna scelta se non quella di trovare un ritmo per queste mezze parole, mezze forme in cerca della loro metà.
In un quadro deve esserci tutto e quindi niente, deve essere full nonostante l'ampio spazio dato al vuoto.
Tracce, segni, energie, emanazioni e sottrazioni senza un collegamento logico lineare fra di loro.
L'unica logica che rispettano è quella di trovarsi nello stesso campo e di essere assolutamente disponibili all'accoppiamento, anche con ciò che resta al di fuori del quadro.
CANOA A FORMA DI PARALLELEPIPEDO:
uno o più fori d'entrata, remo con, al posto delle due pale, due rotelle.
Uno entra nella canoa che naturalmente non si muove. L'illusione del movimento la danno solo le rotelle alle estremità dell'asta del remo.
Desiderio d'impossibile: essere il divenire delle cose.Cubo di ferro con dentro, al suo centro, una ruota di bicicletta che se qualcuno la tocca gira.
A significare che il movimento, il tempo, il divenire, la metamorfosi è dentro anche a quelle cose che più ci sembrano immobili come ad esempio un pesante e immobile cubo di ferro.
Ambizione di riprodurre i fenomeni naturali con "altri" elementi, in modo che chi guarda abbia la stessa sensazione che ha di fronte all'evento naturale senza però poter risalire direttamente ad esso ma a qualcosa che può essere definito un
evento mentale, fisico ed emotivo insieme. Si tratta di mettere in evidenza quella tal cosa che è l'analogia degli avvenimenti al di là della forma che assumono nel mondo. Analogia dei meccanismi. Il movimento è il concetto base, il dato fondamentale. Volendo lo si può chiamare evidenziatore d'anima. Animismo. Il Dentro è
uguale al Fuori. Ciò che muove le stelle muove anche noi. Quello che per es. in noi chiamiamo sentimento son certo che esiste anche nei corpi celesti. Anche le stelle sentono attrazione e repulsione, ecc.
Parallelepipedo di legno con foro. Accostando l'orecchio al foro si sente all'interno del parallelepipedo il suono del vento tra le fronde registrato.
La memoria del legno.
Liberare la mia immaginazione per quello che è anche se è popolare, di cattivo gusto, ambiziosa, ecc.
6 aprile 1993
Sovrapposizione di strati trasparenti. Trasparenti in modo che sia possibile leggere tutti i vari strati però deformati, cambiati, mutati dallo strato di volta in volta superiore.
Alla fine i vari strati saranno irriconoscibili individualmente e l'unica possibilità di lettura viene dalla superficie che è una sola. Quindi dalla sovrapposizione dei segni nascerà qualcosa di nuovo che non avrà più alcun legame con lo
strato più profondo a parte quello della generazione. Non sarà possibile risalire all'origine (il 1° strato) ma anche fosse possibile questo, tra il primo strato e l'ultimo non ci sarebbe alcun legame logicamente consequenziale ma un legame casualmente consequenziale.
La stratificazione è la memoria in qualsiasi modo si manifesti, visibilmente o invisibilmente. La stratificazione è anche protezione: lo strato più giovane protegge lo strato più vecchio dall'azione di agenti di superficie o esterni; lo strato più
vecchio protegge quello più giovane dall'azione di agenti interni o di profondità. Lo strato più giovane prima di diventare protettore di quello più vecchio, prima cioè di stabilizzarsi come "coperta" protettiva di quello più vecchio, è il principale aggressore dello strato più vecchio.
Quindi la morale è: ciò che oggi aggredisce con la sua novità domani, tramite adattamento reciproco (del vecchio col nuovo e viceversa), diventerà ciò che protegge il più vecchio La copertura protettiva è quindi una mescolanza di proteggente e protetto. Ciò che protegge sta in superficie insieme ad elementi di ciò che è protetto.
Quindi non sarà possibile alcuna lettura unica e definitiva ma una lettura che si compone per frammenti e rivelazioni. Questa lettura non sarà mai altro che un'interpretazione intuitiva della totalità. L'opera non sarà altro che lo specchio in cui saranno proiettati i problemi dell'osservatore, perché per ogni manifestazione fisica senz'altro corrisponde, analogicamente, una manifestazione psichica. Quindi cercare di conoscere la materia e le sue trasformazioni ci porta a conoscere noi stessi...
7 aprile 1993
L'aver ieri letto l'introduzione di Gregory Bateson al suo libro "Mente e Natura - La struttura che connette" m'ha già fatto venir voglia di fare un quadro. Appena ieri non avevo più nessunissima intenzione di far quadri.
Leggendo "Mente e Natura" di Bateson mi è venuta voglia di fare rettangoli: ciò che mi interessa non è il rettangolo ma lo spazio che mi si concede rettangolare affinché io possa fare esperienze chimico filosofiche. In questo nuovo caso studiando Bateson. Che m'ha ridato voglia di fare un rettangolo.
MI RITIRO A FARE UN RETTANGOLO
ZOOLOGIA FANTASTICA
La Balena, i lunghi percorsi, piste nell'oceano, trattini rossi, le onde in superficie viste dall'alto, non c'è riparo al vento, i velieri i percorsi, le stelle, gli arnesi per guidarsi, la carta nautica.
Tutta la sequenza dei mostri fantastici. Il teatro. La Balena è un animale fantastico.
Guardiamone la simbologia.
Imparare come fa Mirò. Non tanto perché lo fa lui ma perché è un metodo estremamente comodo per mantenere viva l'ispirazione. Girare con un taccuino e fermare coi desegni qualsiasi immagine della realtà che mi colpisce. È la realtà il trampolino per l'immaginazione e l'origine di ogni opera.
6 maggio, giovedì
C'è una debolezza nelle cose che dipingo che torna sempre fuori: la decorazione. I motivi floreali, o comunque presi dal mondo vegetale.
Un'altra cosa: l'approssimazione delle composizioni. Studio le composizioni troppo poco e finiscono per essere grossolane.
C'è bisogno di una maggiore osservazione (disegnata) della realtà e non solo di quella umana.
Si tratta di capire cosa mettere in evidenza di questa osservazione. Mi interessa la "visionarietà".
Ma più particolarmente? Ho le idee talmente confuse che posso dire di non averne.
In realtà mi interessa di più il disegno che dipingere. Disegnare è molto più veloce e forse anche più piacevole. L'unica cosa che ho sempre fatto fin da piccolino è disegnare. Io col disegno ci so fare.
A un certo punto ho abbandonato l'idea delle installazioni perché mi sembrava che c'era troppo lavoro e costava troppo. Giunsi alla conclusione che per fare installazioni bisognava avere più moneta di quella che avevo io.
Ma ormai è tutto il mondo che ruota intorno all'arte che mi fa schifo. Troppa, troppa Gente.
Anche se alle inaugurazioni ne viene pochissima.
Stasera sono stufo di tutto quanto. Non so che fare. Niente che mi interessi. Forse ho bisogno di cambiare le mie letture. Sono andato troppo verso il mito e la simbologia. Ho bisogno di vita.
Il mondo che vien fuori dai miei disegni è di una tristezza micidiale un tantino surreale. In questo mondo di immobile tristezza manca forse il gioco dei riflessi di luce su tutte le cose e forse soprattutto manca l'aria. Comunque c'è sempre una malinconia profondissima, commossa nei casi migliori. L'ora del tramonto mi par. Un tramonto che non manca del sole e neanche di nubi minacciose.
che fare?
che creare?
Una cosa che mi colpisce tantissimo nella vita è che tutto non si ferma mai. E tutto questo fluire e rifluire di tutti i fenomeni, il mutamento continuo che registrano le percezioni dei nostri sensi, mi fa andare in tilt. Infatti mi piacciono i luoghi in cui accadono poche cose, come i luoghi naturali. Le città o i paesi mi mettono in uno
stato di agitazione confusionaria che non mi piace.
Io ho bisogno di vedere e di pensare poche cose in maniera che la mia attenzione possa soffermarvisi.
Troppe cose, troppe emozioni, anzi brandelli di emozioni perché le emozioni per intero non si ha il tempo di viverle.
METODO
Trarre spunto, ispirazione dalle parole se non addirittura dal vocabolario come punto di partenza del processo creativo. Dalla parola si passa subito alle associazioni tanto per raccogliere altro materiale. Raccolta di immagini già pronte che corrispondono all'atmosfera generale delle associazioni, quindi disegni isolati senza
preoccupazione compositiva. Quindi primi tentativi di composizione.
Si può usare tutto, ho talmente tanti disegni già pronti per essere trasformati in quadri.
Stamattina, 1 maggio 1993, sono di una serietà pesante e dura come un mattone di catrame. Non sono assorto coi pensieri in qualche grande problema. Cioè non è la testa ad essere seria e pesante ma tutto il corpo, come quando non si
riesce per tutta la giornata ad uscire dall'impastoiamento dei sogni. Dormiveglia
perenne.
Non esiste soltanto la stratificazione delle immagini nella memoria. C'è un altro tipo di stratificazione, tutta condensata nel "qui-ora", che è quella della stratificazione dei segnali video acustici che ci circondano. Forse la nostra nevrosi
dipende molto dal culto che abbiamo per solo 2 dei 5 sensi: vista e udito.
Il teatro dei profumi dei sapori e della tattilità.
Forse quello che sento limitato nella pittura è l'eccessiva importanza dell'occhio.
Fare arte. Si tratta di questo. E allora che cosa è l'arte? Solo qualità della pittura? O è la Qualità stessa che si presenta pur senza farsi prendere. La Bellezza, l'Arte sono legati?
La Bellezza risiede nell'antichità. Ma l'Arte ora vive senza bisogno della Bellezza.
È ancora Arte? Eppoi che cos'è la Bellezza se non il Classico? Nell'Antica Grecia sono stati forgiati i canoni sulla Bellezza. Tutti gli altri concetti sulla Bellezza sono opinioni più o meno condivise. Allora mi metto a fare quadri dove ci sono Bagnanti, Giocatori sulla spiaggia, ecc.?
Che significa fare dei quadri decenti? Si possono ancora fare dei quadri decenti? Ho paura che gli antichi ancora ci insegnano parecchie cose. Anche che l'arte e l'artista deve essere più inserito nella società. Cioè che la sua professione sia
riconosciuta di pubblico interesse. Praticamente deve essere mantenuto. Però tutto questo non basta. Che mi piacerebbe fare, che quadro mi piacerebbe fare? Vorrei essere per caso vissuto nel rinascimento?
Piuttosto dovrei cominciare a girare disegnando tutto quello che suscita in me il sentimento di meraviglia.
Ho bisogno di un vocabolario più ricco di immagini. Non solo di quello che è capace di produrre la mia mano. Esiste già un patrimonio di immagini che appartengono a tutti e che mi piacerebbe usare.
Giovedì 13 maggio '93
La pittura contemporanea mi ha stancato. I miei occhi si rinfrescano tanto più quanto più risale nei secoli la "vernice".
Il tempo… Il tempo è importantissimo che mostri il suo passaggio sull' "opera". Valorizza tutto ciò che tocca, tutto ciò che ancora esiste. Il tempo è giudice dell'opera, della sua resistenza fisica, della sua salute di ferro, e della sua qualità.
Per cui l'opera d'arte è vero che la fanno gli altri, soprattutto quegli "altri" che sono i posteri.
Ogni giorno un quadro. Belli o brutti, come mi sembrano, tutti i giorni ho voglia di farne un altro. Anche se le loro qualità sono piuttosto scadenti. Mi manca il confronto con altri artisti.
Ho bisogno di stare proprio in una comunità per artisti.
Il quadro. Ogni giorno cercare una trappola per lo sguardo. Quindi cercare la sorpresa.
Disegnare e provare continuamente finché con gli anni non giungo a qualcosa di veramente definito, cosciente, insomma ad una mia ricerca veramente personale. Si tratta in realtà di focalizzare col tempo la mia ricerca. Tutto qua.
Facendomi aiutare esclusivamente dal mio istinto e da nient'altro che da lui. Soltanto il tempo mi farà capire, mi farà divenire e nient'altro. Ho fede in questo, riguardo il resto mi sento un pò come un cieco che va a tastoni nel buio che trova una strada qualsiasi con tentativi, ma che ancora non riconosce la strada che lo riporterà a casa. È importante che approfondisca tutto quanto, anche il significato di un disegno come questo IL LINGUAGGIO DEI MATERIALI. Tutti i materiali parlano, non solo quelli naturali. La mia è una poetica della luce e del materiale (questo è stato scritto all'inizio dell'estate) e l'ho confusa con una poetica della natura. Ma della natura era la materia e la luce che mi interessavano. Non è cambiato niente a parte il fatto che mi son reso conto che non è solo dell'ambito naturale che si
tratta.
Giugno '93. Le scoperte vengono fatte per gioco.
Giocare è parte integrante del processo creativo.
Un materiale qualsiasi può essere lo stimolo (prima di tutto visivo) iniziale. Quindi inizia il momento del gioco con tale materiale, fatto più che altro di azioni di cui non si conoscono le conseguenze. Ultimo stadio, cernita delle conseguenze e costruzione dell'opera.
LEGNO
[...] MA IL SIMBOLISMO GENERALE DEL LEGNO RIMANE COSTANTE: IL LEGNO
CELA SAGGEZZA E UNA SCIENZA SOVRUMANA.
PIETRA
LA PIETRA GREGGIA ERA ANCHE SIMBOLO DELLA LIBERTÀ, LA PIETRA TAGLIATA DELLA SERVITÙ E DELLE TENEBRE.
Le pietre non sono masse inerti; pietre viventi cadute dal cielo, esse restano animate dopo la caduta.
…il tempio deve essere costruito con pietra greggia e non con pietra tagliente.
È giusto che un avvocato (è meglio per la sua professione) conosca Platone, Kant, Hegel, Wittgenstein, Nietzsche, Joyce, Deleuze, Kafka, Stevenson, eccetera, fisica, biologia, e chi più ne ha più ne metta. Ma se oltre a sapere tutto questo non sa niente di arte è un peccato, perché sapere che si ha con sé l'arte fa vivere meglio tutto, dalla vita al lavoro. Per vivere, per lavorare è meglio pensare di farlo con arte che con filosofia. L'arte aggiunge molto di più al momento che si sta vivendo che la filosofia. Qualsiasi persona che non faccia il proprio lavoro con arte è uno schiavo.
D'altronde arte in origine significava nient'altro che fare, saper fare. In questo caso ognuno è un artista. Poi ci sono gli artisti, quelli che si dedicano nient'altro che all'arte, all'arte, loro dicono, "pura". Ma loro si dedicano all'arte della
pittura, della musica, della poesia, che sono solo tre specie soltanto di arte. Esiste per esempio anche l'arte dell'avvocatura, quella degli affari. Tutte le arti, anche quelle "pure", portano denaro.
L'avvocato per denaro difende o accusa, l'affarista per denaro fa i "movimenti", ecc. L'artista puro per denaro cosa dà in cambio? Decorazione?
Educa l'anima? Rende perspicaci? O è un conquistatore di aree? Inventa il linguaggio in quelle zone non ancora colonizzate dal linguaggio.
E per questo si fa pagare, ma "lo farebbe anche senza guadagnarci una lira". Fra l'altro, mentre sta conquistando il linguaggio, fa cose di cui è quasi completamente incosciente. Si mette in gioco.
L'ARTE E IL TEMPIO
L'ARTE SENZA TEMPIO È DESTINATA A MORIRE. IL TEMPIO È LA CASA DI TUTTE
LE ARTI (il tempio è architettura provvista di scultura e pittura. L'esterno è ornato di giardini e fontane; l'interno accoglie la musica, la danza, il canto, il teatro). IL TEMPIO È IL LUOGO DI COMUNIONE DELL'UOMO CON L'UOMO E DELL'UOMO CON TUTTE LE CREATURE.
LUOGO DI COMUNIONE FRA LE CREATURE E IL LORO INVISIBILE, INUDIBILE CREATORE (l'origine universale di tutte le creature visibili e invisibili, materiali e 53
spirituali). LE ARTI (il tempio quindi) SONO IL MEZZO PRIVILEGIATO PER METTERE IN
ATTO TALE COMUNIONE.
Le arti e gli arti.
La poesia non ha a che fare con gli arti? Intendo la poesia vocale originaria. Si può dire che la poesia è l'unica tra le arti originarie a non aver bisogno dell'uso degli arti. Anche la bocca ha il potere di modellare tipico degli arti e del pensiero.
SINESTESIE
OCCHIO - TATTO - ORECCHIO
Dal momento che non esiste suono senza forme-materie che si incontrano-scontrano, è nato prima il suono o la forma?
Noi possiamo vedere più lontano di quanto non riusciamo a sentire (se la luce è buona possiamo vedere il monte Conero ma non sentire quello che accade laggiù). Ma è anche vero che riusciamo a sentire laddove non vediamo, per esempio nell'oscurità o quello che accade dietro l'angolo.
Si può dire, in questi due ultimi casi, che il suono è una trasmissione di forme, di materiali, di identità nascoste. Riguardo all'ambiguità dei segnali sonori (l'identità di qualcosa, trasmessaci dal suono, rimane spesso con uno scarto di
ambiguità) pensare al mistero (= ambiguità radicale) dell'oggetto nascosto nella scatola, ermeticamente chiusa, di Duchamp. È certo che il suono ha maggiori potenzialità d'ambiguità, di mistero, è maggiormente suscitatore di fantasmi che non la visione. Quindi lascia più libertà all'immaginazione e campa proprio della sua
maggiore imprecisione. Comunque ritorniamo al problema principale: il suono come trasmettitore di forme nascoste. Il suono anche come nome...
Ho voglia di ritornare alla pittura pittura senza tanti pensieri senza tanti problemi concettuali che finiscono per far dimenticare il mondo terapeutico del colore.
Mi piace tutta la pittura orientale specialmente quella buddista, tibetana e quella indù.
Mi accorgo che è importante cambiare stanza, anche se è sempre la solita stanza l'importante è che ogni tanto si possa cambiarla in modo che guardandosi intorno il paesaggio sembra trasformato; penso che sia importante cambiare il paesaggio ogni tanto per riossigenarsi. Con i miei quadri posso cambiare il mio ambiente senza
dovermi mettere in viaggio.
'Sta cosa della superiorità di un'arte rispetto a un'altra mi sta impedendo di godere della mia vita, mi sta impedendo di fare alcunché con piacere.
La tecnologia come arte. L'invenzione tecnologica come invenzione artistica di una società che non riconosce altro valore supremo (religioso) che quello della sempre maggiore funzionalità strumentale della propria produzione. Insomma la tecnologia come unica arte possibile in una società che ha reciso qualsiasi legame con un
mondo trascendente, che ha fatto del controllo della materia sempre più perfezionato la sua meta "spirituale". Quali miti, quali modelli, si nascondono dietro questa produzione artistico-tecnologica?
Molti popoli non hanno una parola che corrisponda alla nostra "arte". Quasi tutta l'arte dalla notte dei tempi non ha mai avuto una finalità esclusivamente estetica. Prendiamo per esempio i graffiti di Lascoux: non credo proprio che quei popoli di cacciatori riproducessero animali per ammirarne la bellezza. La raffigurazione è nata per altri scopi e credo che tuttora nasca per altri scopi. Non credo che l'artista di valore oggi faccia un quadro per fare qualcosa che venga ammirato per la sua bellezza.
Il grande mistero dell'arte per me corrisponde all'importanza che noi gli diamo. Cioè: è un mistero veramente grande l'importanza che noi concediamo all'arte. Perché consideriamo l'arte tanto importante? Mistero.
IL TEMPIO
Fuori dal Tempio le arti si sono separate. A parte questi ultimi tre secoli le arti non sono mai state se non all'interno del Tempio. Ancora oggi in quasi tutto il mondo le arti non hanno alcuna funzione al di fuori del Tempio. Il Tempio è un luogo dove gli uomini incontrano lo spirito, la divinità. Un Tempio è fatto di giardini, pietra
(architettura), scultura, pittura. Nel Tempio si suona, si canta, si danza, si recita, si prega l'infinito. Il Tempio è la casa delle arti ma non si va nel Tempio per andare a trovare le arti per le arti. Si va invece nel Tempio per mettersi in
comunicazione con il divino invisibile, immobile, ecc. che è l'origine del cosmo intero. Si va nel Tempio quindi per mettersi in contatto con l'origine universale di tutte le cose visibili e invisibili e le arti, tutte insieme, sono il mezzo privilegiato per mettersi in contatto col tutto.
Naturalmente il passo ulteriore sta nel riconoscere, nell'accorgersi che il Tempio può essere ovunque. In qualsiasi luogo infatti possiamo metterci in contatto con la divinità.
Noi non costruiamo più Templi ed è per questo che siamo allo sbaraglio. Si possono costruire nuovi Templi che non sono dedicati ad una divinità particolare, ma a tutte le divinità, anche a quella della scienza. L'arte non può essere una divinità, l'arte è però la serva prediletta della divinità. La divinità c'è anche senza arte, ma
senza l'arte l'uomo non scopre la divinità.
La filosofia ha poco a che fare con il Tempio. La filosofia è distruttrice di Templi. La sua spiritualità, il suo spirito (la ragione) non ha niente a che fare con lo spirito, la spiritualità del Tempio che è quella spiritualità primigenia dell'uomo che è uguale all'amore che prova ciò che è creato nei confronti di chi l'ha creato,
amore filiale. La filosofia non coltiva l'amore filiale.
Quando e come si decide se qualcosa sia o meno arte?
L'arte è un quadro? una scultura? mi sembra un po' poco. Ma quando un quadro, una scultura diventano arte, viene definita "arte", è questo importante. Forse l'arte è legata a filo doppio con lo spirito, con il bisogno spirituale. È arte ciò che
parla allo spirito. Ma che significa questo?
Sono un artista... Che significa? Forse che sono un pittore o uno scultore o un musicista o un ...
NO. Ricominciamo: sono un artista: c'è in questo qualcosa di diverso dall'essere pittore, scultore, musicista ecc. Qualcosa di diverso che viene prima e che va anche oltre la pittura la scultura e la musica. Questi non sono che mezzi, solo alcuni, di cui un artista si serve per esprimere, comunicare qualcosa che non ha a che fare con la pittura la scultura e la musica, ma ha a che fare precisamente con l'arte. E l'arte è un servizio che l'uomo fa all'umanità. Ma è un servizio di che tipo?
La maledizione
è il confronto
e il giudizio
Ma è possibile eliminare il confronto? Penso proprio di no dal momento che non si crea niente dal nulla. Tutto, anche ciò che è nuovo prende le mosse da qualcosa che esiste già prima. Per quanto riguarda la pittura si può inventare qualcosa di nuovo? Ma quando si è usciti fuori dalla pittura verso dove si è andati? Verso l'oggetto.
L'oggetto è metafora di una condizione dello spirito. Può esserci un oggetto talmente
indipendente da negare totalmente o parzialmente la metafora? Un oggetto per essere
a-metaforico deve essere privato totalmente di un contesto, non deve partecipare ad alcuna struttura e oltre tutto deve essere quasi completamente non percettibile, perché qualsiasi cosa, anche solo minimamente percettibile è già metafora. Ma, per
gioco, come è possibile eliminare la metafora senza eliminare l'oggetto? Cioè avere un oggetto completamente muto?
GLI ANIMALI FANTASTICI
Insomma gli animali fantastici sono cosine carine ma niente di più. Ho bisogno di fare ben altro e dopo tanto tempo che non faccio più niente, già quasi un mese, la mia mente è troppo vuota. So che gli animali fantastici piacciono alla gente, ma
se mi faccio influenzare dai gusti degli altri finirò per fare cose assolutamente superficiali. Mentre ho bisogno di rimettermi seriamente nelle mie vecchie ricerche.
Rileggendo "Il cappello di Ferro" ho provato una certa delusione. Mi accorgo che Beuys, come chiunque si interessi a problematiche sociali, ha ben individuato quali sono gli errori e i "peccati" degli attuali sistemi socioeconomici ma neanche lui riesce ad andare oltre al semplice "bisogna cominciare a muoversi" o al "bisogna fare
qualcosa". Ritengo interessante l'importanza che lui dà alla "creatività dell'uomo" ma non sa dire nemmeno lui che forma dare a questo capitale di creatività. Certamente importante è il lavoro da fare sull'evoluzione dei giovani. Tutto molto bello e molto interessante solo che mi resta assai difficile credere nella forza delle idee e della
ragione di cambiare la disponibilità all'errore delle azioni umane. Quindi bisogna prima conoscere molto bene l'uomo non tanto socialmente (anche se questo aspetto è
assolutamente determinante) quanto psicologicamente. Direi di più: dovrebbe esistere
qualche studio obbiettivo sulla storia psicoanalitica dell'uomo. Una storia che dà la più grande importanza agli impulsi distruttivi e autodistruttivi dell'uomo e della specie umana tutta e a partire da questa ridefinire un'evoluzione che neutralizzi il più possibile la distruttività di tali impulsi. L'evoluzione tecnologica è il principale responsabile della mostruosa capacità che ha l'uomo di distruggere.
Leggere assolutamente l'"I CHING".
L'arte corre sempre verso le origini, verso quel regno dell'indifferenziato dove dei, uomini e animali si distinguono a malapena, e sono così anche il cielo e la terra, la donna e l'uomo, il bambino e l'adulto, ecc. L'arte cerca forse di progettare continuamente un futuro per le nostre origini? E la scienza fa forse il percorso inverso?
Nessuna sintesi (o simbiosi) originaria /originale ma l'analisi (logica) delle manifestazioni, la separazione, la specializzazione, il concetto di progresso (o di evoluzione?).
Tutto ad un tratto mi sembra indifferente disegnare tanto per provare.
Sono più un teorico questo periodo più che un pittore o un artigiano in genere. Tutto perché non sto facendo proprio niente a parte numerosi disegni, la maggior parte dei quali potrei bene realizzarli in incisione. Però ora mi sono stancato, ho bisogno di Input altrimenti mi esaurisco, ho bisogno di cibarmi di letture. Piero Camporesi o
La nascita della tragedia?
"Perché voglio fare l'artista"
L'unico lavoro che ho voglia di fare. L'importante non è il risultato (cioè l'opera) ma il processo che porta all'opera. Il processo creativo mi insegna a conoscere lo spirito della materia. L'arte mi avvicina allo spirito però questo spirito sembra
non aver alcuna parola. Quindi l'Arte mi avvicina allo Spirito. Allo spirito Immutabile? È questa immutabilità che mi insospettisce, mi avvicina allo Spirito della Creazione.
L'arte. Che è diventata? Non mi interessa più per niente. Sbaglio forse. L'allestimento di mostre mi sembra diventato qualcosa di polveroso e insopportabile.
Gli "spazi" mi stanno odiosi. Mi sta persino odiosa tutta la terminologia che
circola nel sistema dell'arte. È tutto quel mondo che mi ha sfinito. Veramente pochi sono gli artisti che mi interessano e certamente nessuno degli italiani della trans-avanguardia. Allora mi piace di più Alighiero e Boetti coi suoi zoo, le faccine, gli aeroplanini, gli animaletti che corrono, ecc. Mi piace Newman e mi piacciono tutti quei giovani che lavorano sulla libertà d'informazione, i cyberpunk.
Mi interessa insomma il realismo e l'attualità e non la mitologia, l'archetipo o altro. Non perché non ci creda ma piuttosto perché spesso mi sembrano il pretesto per non evolvere e affrontare problemi che ci riguardano più direttamente. Il problema
grande rimane dare forma al guazzabuglio di contenuti (al caos cioè).
Però le forme non si possono prendere in prestito da altri, magari dalla storia dell'arte. Bisogna dare forma in maniera diversa anche perché il mondo è cambiato. Quindi l'individuo reagisce in maniera alquanto diversa da come faceva secoli
prima. La Scienza e la Tecnologia sono ormai Signore assolute, hanno preso il posto di Dio.
Sono stufo di tutto questo!
Ho abbandonato i legami fra le cose e invece probabilmente la mia genialità consiste proprio nel trovare i legami. Sono un tantino stufo di limitarmi esclusivamente al mio tempo o al mio spazio. Mi piace risalire alle origini e andare a capofitto verso il futuro. Mi piace trovare legami tra ieri, oggi e domani in uno spazio che non
abbia più tempo. Per quanto riguarda la forma il problema rimane. Il problema della creatività dell'uomo, che non si esprime esclusivamente nell'arte, anche se l'arte sembra la più diretta espressione dello spirito libero.
I Significati troppo spesso detti, troppo spesso visti o sentiti perdono completamente di senso reale e divengono retorica. Per cui la cosa che più di tutto bisogna combattere è il formarsi di un "gusto".
La mia paura è che non combinerò mai niente perché non ho niente di veramente originale da fare.
…mano a mano che lavoro trovo la mia peculiare poetica. Inutile striminzirsi il cervello prima con delle vaghe teorie.
La trasformazione da uno stato a un altro, la dinamica essenziale di tali trasformazioni, cioè la loro teoria generale piuttosto che le apparenze particolari. Quindi le forme essenziali di tutti i fenomeni di trasformazione. Praticamente
inventare una scrittura geroglifica-simbolica che valga tanto per gli aspetti fisici quanto per quelli psichici del divenire.
Strumenti per conoscere la vita e l'uomo. Parole, colori, materiali, suoni. Perché la scienza non usa questi materiali? Processo di conoscenza con partecipazione affettiva. Il materiale da modellare: suono e parola, colore e volume.
Che genere di approccio? Il cuore - partecipazione affettiva. Usare diversi materiali per esprimere se stessi o usare i materiali in modo che essi si aprano ed esprimano se stessi? Mi sembra più affascinante la seconda modalità.
Rocca roccia acqua cristallo
liquido flusso gelato fluido secco
acqua di roccia, roccia d'acqua
acqua rocca
Esistono metodi per la composizione analoghi per le diverse arti: Ritmo, Pausa, Respiro, Lentezza-Pesantezza, Movimento. La composizione ha le sue regole del gioco, che possono essere continuamente cambiate; i termini che danno nome a tali regole sono quasi tutti presi nell'ambito dei termini che nominano il tempo.
La mia impressione è che la conoscenza fornita dalle arti sia una conoscenza che non muta alcunché (nel rapporto materiale dell'uomo con la natura) ma che affina sempre più la conoscenza intima della vita, della natura, dell'uomo, è una conoscenza spirituale che tende nella sua massima evoluzione alla telepatia a differenza della
conoscenza materialista che fa equivalere maggior potenza a maggior distruzione.
Fare scoppiare la parola
alla ricerca dell'atomo: la lettera.
La lettera, la sua origine. La A
all'inizio corrispondeva a un'immagine
che era l'immagine
sintetica di una cosa (animata-inanimata) del mondo.
L'arte popolare è morta. Fino a non molto tempo fa l'uomo creava da sé il proprio spettacolo, ora questo è invece imposto dalla politica aziendale.
Esporre quadri in una galleria mi sembra un'operazione banale. Non mi sembra banale
invece il creare un ambiente (una galleria) in cui agiscono delle energie. Quindi non un'esposizione di quadri ma un'esposizione di energie.
ENERGIE DI UN'ESPOSIZIONE
(Titolo) : Dunque
Dunque si rifletteva disperatamente sullo strapotere delle immagini.
(Sottotitolo): Lo strapotere delle immagini.
Un mondo fatto completamente di immagini quindi un mondo fatto di Doppi immateriali.
I doppi immateriali.
Mondo speculare e parallelo al nostro. Tutti e due dipendenti l'uno dall'altro. Chi produce prima chi? Sembrerebbe noi (il reale) quello (il virtuale).
Ma platonicamente si potrebbe rovesciare in quello (il virtuale che platonicamente corrisponde all'idea) che produce noi (la molteplicità del reale) perché non si può non pensare che nel parallelo virtuale non venga ad esistere tutto il nostro vecchissimo patrimonio di idee. Ma forse qui bisogna ascoltare ancora oscure distinzioni, perché non è detto che volessi approfondire questo dilemma.
VISIONE LETTERARIA
Gli artisti debbono essere mantenuti dalla comunità ed avere la possibilità di lavorare continuamente come parte integrante nella costruzione architettonica urbanistica, senza miti, per carità, di pura funzionalità razionalistica, ma mettendo in evidenza proprio ciò che è bello e oscuro, enigmatico e gratuito della vita, in modo che tutta la comunità sia a contatto ininterrotto colle sorgenti della propria creatività individuale e sociale.
L'oggetto d'arte non deve avere un padrone, non deve essere messo in vendita ad un individuo privato, deve appartenere a tutti. L'oggetto artistico è sempre celebrativo dei molteplici aspetti del rapporto dell'uomo col mondo (visibile e invisibile).
RIMORSO
Piange per l'amico e per l'amore abbandonato perché non aveva tempo, perseguitato dai suoi cani di paglia feroci per paura era più fedele a ciò che gli faceva più paura.
Lui era una specie di … che aveva deciso di vivere in cima agli alberi portati dalla mareggiata con una tuta mimetica per passare inosservato alla polizia, naturalmente aveva un cane. Dopo un po' di tempo aveva centinaia di cani che lo difendevano da chiunque e che vivevano con lui sulla spiaggia. Erano un problema per gli accalappiacani, tenevano lontano gli estranei.
Quando venivano con gli … per sterminarli qualcuno riusciva sempre a salvarsi riparandosi nel bosco vicino alla spiaggia. Però lui non poteva nutrirli tutti sicché questi lo abbandonarono. Anzi non lo abbandonarono. Per loro era diventato un membro della banda. Nella banda musicale della città c'era una ragazza un po' ... che suonava la tromba e mangiava un sacco di cose piccole come caramelle, crackers, patatine, ravanelli, ciliege, ecc. tutte cose piccole, solo cose piccole, leggeva libri di ornitologia e di botanica.
C'era un albero di razza indecifrabile, una sorta di bastardo vegetale che aveva forse vent'anni ma ne dimostrava 300. Non parlava ma tutti i cani che si avvicinavano per pisciare scappavano spaventati ancor prima di aver alzato la gamba. Non parlava
ma forse abbaiava. C'era un bel ragazzo con la macchina rossa che aveva un sacco di amici e tutti gli volevano bene. Era molto ambizioso ma molto buono. Da quelle parti un uomo non poteva essere tutte e due le cose. Avrebbe dovuto scegliere ma non riuscì mai a scegliere veramente e finì fallito. Non lo amava più nessuno solo la sua donna che però finì in manicomio. Ma lui non l'abbandonò mai. Le portava sempre dei fiori.
Scrivere i miti contemporanei, quelli che fanno muovere le psicologie, propulsori di iniziative, percorsi mentali.
Quindi i miti. Quelli contemporanei. Quali legami con le mitologie arcaiche? Quali
trasformazioni da allora? Comunque metterei in evidenza i miti d'oggi per criticarli.
Perché?
Perché il mondo come è non mi piace. Cosa vi contrapporrei? La pace, la giustizia, la
salvaguardia della natura e l'Amore per tutte le creature animate e inanimate dell'universo.
Rotoli di cera - presepe in cammino - le onde terrose - mano venosa La schiena della sera - brulichio:
piccoli pezzi: bianchi, neri, bruni rossi.
[…]. La tua bocca caduta, il lenzuolo della tua faccia sulla nuca
VISIONE SOCIALE
Sull'amore
Non si riesce più a raccontare una storia d'amore per mancanza di fantasia o perché l'uomo stesso non riesce più a far vivere un amore? Forse l'amore è scomparso come racconto (sia nella finzione che nella realtà) perché è stato troppo studiato, troppo sviscerato da tutte le forme di linguaggio. Cosa ha preso il posto del rapporto
d'amore? Il rapporto con le proprie capacità lavorative, economiche, creative e che altro?
Ormai sembra che credibili storie d'amore possano venir raccontate solamente dai paesi del terzo mondo. Da noi non si può fare altro che raccontare sempre più minuziosamente l'impossibilità del Vero Amore (del Semplice Amore). Un tempo l'uomo non poteva vivere solo allora cercava l'amore in una donna e se non poteva trovarlo in una donna lo cercava nel lavoro e se non lo trovava nella donna e nel lavoro era un emarginato, un pazzo, o nel migliore dei casi un solitario (celibe) uomo dedito alla conoscenza. Per ora mi sfuggono altre possibilità. Il problema
fondamentale era la solitudine per definizione insopportabile e per vincere tale solitudine gli strumenti a disposizione erano l'amore e il lavoro.
Il lavoro stesso altro non era che il surrogato dell'amore o forse per meglio dire uno degli oggetti dell'amore, sì perché c'è chi ama la donna, chi l'uomo, chi il lavoro, chi la conoscenza. L'insopportabilità della solitudine è alimentata da una pulsione che ha sempre bisogno di essere saturata che è quella dell'amore (o eros) e che ha la capacità di legarsi a qualsiasi oggetto.
Può un sognatore (come me) essere rivoluzionario politicamente? Quello che ancora mi preoccupa è la facilità alla dissociazione dalla realtà del puro sognatore. Cioè: non vorrei evadere dalla realtà per rifugiarmi esclusivamente nel sogno.
8 giugno 1993 martedì
La paura della morte (o del lutto), la paura di legarsi a persone o situazioni che sappiamo possono abbandonarci legandoci alla disperazione, sono la causa della paura dell'amore. Censurando la morte censuriamo anche l'amore. Innamorarsi
implica l'accettazione dell'abbandonare se stessi e quindi anche l'accettazione della morte.
Lo psicanalista junghiano: cerchiamo donne particolarmente fascinose che promettono e non danno perché così non ci incontriamo. Perché se incontrassimo una donna che ci dà ciò che ci promette saremmo costretti ad incontrarci...
L'artista deve essere il prototipo
dell'uomo, dell'individuo che si autodefinisce liberamente. Quindi l'arte è l'unico strumento che l'uomo ha per ricercare la libertà. In questo caso quando si parla di arte non si intende pittura, scultura, poesia ecc. ma qualcosa che ha a che fare con le forme, il caos e l'ordine, l'energia, l'armonia e la disarmonia, e quindi con la
creatività in genere.
Il centro è l'uomo. L'uomo e l'inevitabilità del dolore (il sangue della storia, l'Amore, la Morte, la corruzione del corpo e dello spirito). La bestialità individuale dell'uomo. Nessun processo delle scienze (dalla tecnologia alla medicina) è riuscito a fargli fare un passo oltre la sua bestialità (con tutto il rispetto per le bestie che fanno molto meno danni). Niente giustizia, niente pace, niente libertà, niente fraternità, niente uguaglianza. Riavvicinarsi alla natura
come nostra unica ed eterna maestra, solo da lì l'uomo può imparare qualcosa di certo che non può mutare. Bisogna guardare ai fenomeni della natura per riconoscere lo sviluppo naturale e positivo di tutte le cose visibili e invisibili, lo
sviluppo quindi anche del cosmo.
Parlare un altro linguaggio, che sia diverso da quello anestetizzato dei media, quello dei voli mistici, formali, di tanta arte odierna. Di tutta l'arte ambientale giovane, anche se interessante, ho paura che finisca per essere indifferente alla
lunga. All'arte chiedo la capacità di coinvolgimento dello spettatore, abituato ormai a percorrere lo spazio della mostra allo stesso modo di un sacchetto di patatine. Colpevole di questo stato è certamente l'attuale sistema dell'arte, ma
anche, non meno importante, l'assuefazione del pubblico ad ogni manifestazione virtuale.
L'occhio ha perduto qualsiasi criticità, è diventato come la bocca di uno squalo sempre bisognosa di addentare acriticamente qualsiasi cosa. Abbiamo
raggiunto lo Zero per Saturazione. Impossibile distinguere la "Qualità", la "Sincerità", la "Verità". Allora, altro problema, il pubblico dell'arte... ce n'è troppo. La maggior parte di esso viene attirato solo dall'avvenimento, dall'involucro e non da un vero interesse per ciò che viene esposto.
Pieni di vita privata non riescono a parlare che di lavoro.
Non si fuma in presenza dei bambini. Invece non si hanno di questi problemi di fronte a un fumatore.
Eppure proprio il fumatore è colui che ha i "polmoni più delicati".
Ne consegue che per educazione ci si dovrebbe limitare colle sigarette in presenza di un fumatore tanto probabilmente quanto con un bambino.
Tutto questo che è una fregnaccia può non esserlo se si usa come paradigma interpretativo della realtà degli accadimenti. Gli avvenimenti accadono anche in questa maniera poco lineare.
Per avere un tale genere di educazione bisogna essere educati a considerare i particolari della realtà in maniera molto diversa da come siamo ora abituati. Bisogna avere rispetto di chi fuma per cui non bisogna fumare di fronte a lui.
Come un maestro) SI LASCIA A LUI LA
della cerimonia) PREROGATIVA DI
del tè) FUMARE
Tutto cade quando due fumatori si incontrano.
Essendo tutti e due fumatori non potranno trattenersi dal fumare di fronte a qualcuno che come loro finalmente, condivide il vizio.
Per cui l'esempio del fumatore è scemo, ma l'idea resta interessante.
L'idea interessante è quella di una Nuova Educazione Morale. C'è bisogno di una nuova
Etica che come sempre se ne frega del "moralismo corrente", che ai nostri giorni prende alimento dal mito del "guadagno". La solita storia del "tanto più guadagni tanto più sei un uomo o una donna". "Uomo o Donna degni di questo nome"
Ma non è solo questa l'idea interessante. Ce n'è un'altra, più intrigante e che è quella di una Nuova Regola che mette in moto un Nuovo Gioco dalle infinite possibilità. THE GAME! Il gioco.
Tutto il mondo ha paura. Se si sfascia la Russia si sfascia tutto. Questa situazione è conseguente alla logica di mercato capitalista del mondo. Al mercato del Plutonio Attivo. La Russia ora è la madre di tutte le nazioni.Tutti debbono andare in Russia per costruirla. Quindi tutta l'umanità ecologica deve andare là per sanare le scissioni.
Le modalità di composizione del caos. Mi sembra interessante studiarle perché in quella maniera avvicineremo l'intelligenza formale dell'uomo all'intelligenza formale dell'universo.
Terapia genetica delle malattie virali.
Meraviglioso quello che può fare la medicina. La medicina è un arte grandissima e
importantissima. Raggiungere il patrimonio genetico della cellula virale (AIDS o altri) e modificarlo immettendovi, innestandovi, parti meno cattive, aggressive.
TERAPIA GENETICA DELLE MALATTIE
Mi interessano le nuove scoperte formali delle scienze, gli studi sul caos, sulla non linearità evolutiva di macro e microcosmo psicofisico. In che modo integrare l'uomo in questo spazio, il suo essere succube del suo desiderio di morte.
Dal momento che di fronte al presente siamo tutti continuamente nudi come vermi (per
presente intendo la "viva percezione") dovremmo chiedere tutti quanti alla società delle informazioni, vomitate a getto continuo notte e giorno, risarcimento per danni. La nostra percezione non è più naturale e casuale ma logicamente (?) determinata. La facoltà dell'autonomia mentale è sempre più ridotta, non foss'altro che per la velocità e continuità ossessiva dell'emissione di informazioni o scremate o gonfiate.
BISOGNO ASSOLUTO DI SILENZIO E DI VUOTO. E l'uomo? L'uomo deve deporre le
armi, guardare fuori dalla storia, al di là, verso i fenomeni naturali. Ma come è possibile per l'uomo dimenticare se stesso e il tempo in cui vive con tutti gli altri?
Ora hanno sintetizzato concretamente la realtà virtuale. Non esisteremo più. Saremo totalmente programmati telepaticamente attraverso i mezzi di comunicazione. La scienza distruggerà l'uomo quale è stato per millenni. Farà entrare in scena un uomo completamente nuovo, sconosciuto, anche se avrà qualcosa del vecchio uomo, che
magari si riprodurrà per partenogenesi e che respirerà sintetizzando l'ossigeno di cui ha bisogno direttamente dal proprio corpo, sarà enorme e produrrà in sé il cibo di cui ha bisogno.
Anzi si nutrirà di tutta la materia dell'universo.
Noi siamo i buchi neri! L'uomo deve tornare a vivere in maniera più naturale. La Religione alla fine è meno pericolosa della scienza.
In maniera più naturale!
che significa?
Tornare alla terra, per sfruttarne le informazioni invece che le energie.
Le mie operazioni sono solo proposte. Chi vede deve subito capire cosa propongo. Il materiale di cui si serve l'artista è il mondo stesso, se ne serve per trasformare concretamente la vita. I campi in cui il nuovo artista deve agire sono quelli del
mondo della comunicazione di massa, l'educazione diviene molto importante. Il
compito dell'artista è quello di promuovere con tutte le sue forze la libertà. Fra l'altro non deve più esistere la figura dell'artista solitario. Siamo al punto in cui bisogna agire collettivamente.
L'artigiano crea oggetti di utilità pratica. L'artista crea avvenimenti la cui unica utilità è spirituale.
L'uomo non ha più bisogno dello spirito. Forse le esigenze dello spirito non sono meno feroci delle esigenze del corpo. In tutte e due ci sono ragioni per uccidere.
Eppure tutti i grandi sistemi spirituali hanno bandito la violenza. La
conoscenza spirituale è pacifica finché non nomina il suo dio come il migliore.
PENSIERI LIBERI
Il corpo umano è il materiale che esprime i sentimenti (umani) all'interno di qualsiasi rappresentazione.
All'origine di tutta la simbologia ci sono una coppia di giovani nudi in mezzo alla stanza che ci danno giù di brutto. È tutto riducibile alla coppia sessuale uomo-donna.
SIMBOLI SESSUALI - Un lavoro deve dare un'emozione erotica a chi lo guarda. Perché
l'erotismo è "fiducia" fin dentro la morte.
Desiderio d'impossibile: essere la fluidità dell'acqua, del fiume e della cascata, del vento. Il volo degli uccelli e lo stormo che salendo subito si disperde. Le fronde mosse nella luce del sole e la forma fluida delle nuvole che si consuma nella
pioggia. La strada che si attorciglia e si distende sulla terra, la velocità e la lentezza. Il calore del giorno che si consuma a poco a poco.
Il Tempo (che scorre) e il Calore sono collegati.
Forse il Tempo nasce dal Calore? Altrimenti come mai un corpo imprigionato nel ghiaccio smette di corrompersi? Altrimenti come mai un organo che sviluppa troppo calore invecchia prima?
Ho l'impressione che dietro la pura fantasia vi sia un puro vuoto come dietro la pura tecnica.
"Quadri, … a far quadri. Ma sono quadri quadrati o rettangolari? Son più rettangoli. Mi ritiro a fare un rettangolo".
Ho ancora bisogno del viaggio. Credevo di non averne più bisogno. Che avrei potuto stabilirmi più o meno serenamente a Senigallia. Invece ho di nuovo bisogno di emozioni nuove, di conoscere il mondo e gli uomini.
Roma non sarebbe male. Dopo Colonia, Urbino, Firenze ... preferisco l'Italia perché non conosco le lingue.
Ma forse mi piacerebbe studiare una lingua africana o indiana o di un gruppo etnico piccolo.
Mi piacerebbe proprio tanto tagliare i capelli cortissimi scoprendo poi che sono estremamente vanitoso, che se per caso non mi stessero bene sarei capace di andare in depressione.
Ma se mi tagliassi a zero 'sti capelli? Non sarebbe più meglio con sta faccia da cavallo? Sono estremamente curioso di vedermi in codella maniera. È dal lontano 78 che non taglio più i capelli cortissimi.
A cos'è che penso solitamente se non al fluire perenne. Questo è il pensiero fondamentale e semicosciente che fa da sottofondo a tutti i miei pensieri.
Che cos'è l'arte?
L'arte è una parola
Antonio Santinelli
(Metto la firma per ricordarmi in futuro che questa sentenza è mia. Non l'ho letta da qualche parte)
Allora che mi piacerebbe fare? Lavorare la terra? Forse solo lavorare la terra veder fruttificare le mie piante, ecc.? Forse è questo. Forse è semplicemente che debbo incominciare a lavorare, a trovare, a fantasticare, a mettere insieme, ecc. Per fare che? Per finire su Flash Art? Non c'è niente di più squallido per me che la presentazione di un artista su Flash Art. Mi piacerebbe poterci non finire mai. È quella rivista e le altre come lei che mi fanno odiare il mio mestiere.
Ho bisogno di rinunciare all'autocritica riguardo al mio lavoro altrimenti finisco per non fare più niente.
Dovrei imparare a lasciarmi semplicemente andare per poi in futuro vedere.
FASE MESTRUALE
se capita di:
lunedi significa dichiarazione
martedi significa regalo
mercoledi significa incertezza col fidanzato o marito
giovedi significa novità
venerdi significa lacrime e pene
sabato significa guadagni
domenica significa amore vero (il mattino); amore in fumo (la sera)
Mi interessa imitare certi flussi naturali del divenire dei fenomeni che siano anche metafore di percorsi, processi mentali.
Ho bisogno di distruggere
ridurre in CENERE materiale.
Anche nell' "I Ching" (il libro dei mutamenti) gli eventi naturali sono metafora degli eventi umani.
È comunque una questione di energie. Dove l'energia viene compressa prima o poi scoppierà.
Dove l'energia viene diluita o dispersa prima o poi il suo involucro si affloscerà.
Sono in grado di trovare la mia poetica?
La mutevolezza, l'impossibilità del fisso, vista nella prospettiva sia a breve che a lungo termine.
Visto dalla prospettiva a breve termine, quale è quella dell'uomo, esistono cose che hanno fissità, vedi il Monte.
Si tratta di fregarsene a tempo indeterminato della produzione di chichessia.
Ho assolutamente bisogno di trovare la "mia vita".
Tutti i segni all'interno del corpo più le deformazioni del corpo sono segni dell'inconscio, sono suoi elementi formali. Bisogna analizzarli?
In realtà non so come dirigermi in questo mare di segni. Forse perché non so quello che cerco.
DISGRESSIONE:
siccome abbiamo creato un altro mondo a nostra immagine e somiglianza abbiamo eguagliato il Modello di Dio (un modello importante)
UN MONDO A NOSTRA IMMAGINE E SOMIGLIANZA E IL MODELLO DI DIO.
Constatazione:
Riflettere sullo strapotere delle immagini significa riflettere su cosa e chi e dove e quando e perché siamo.
A colpo d'occhio sembra un lavoro tanto insostenibile che ho voglia di andarmene.
VISIONE ISPIRATA E CREATRICE
- Fare fotografie della vetrina dei liquori e dei cioccolatini che sta al bar dell'AVIS
- Comporre carta geopolitica delle varie etnie europee, soprattutto quelle dell'Europa orientale
- Costruire un quadro con coperta militare con su appiccicati pochi gradi dell'esercito (come su una fotografia dell'Espresso n. 2 anno 1993)
- Sempre sullo stesso Espresso l'articolo sui campi lavoro in Serbia, ritagliare la foto dove su assi di legno sono scritti i nomi con le foto dei deportati
- Stesso Espresso. Foto di serbi che sparano in cielo tutti insieme. In evidenza : smorfia del viso
- la luce fredda dell'inverno e i bossoli scaricati in cielo.
La figura rappresentata. In che maniera rappresentare l'uomo? Non certo con scenette di vita quotidiana perché assolutamente non mi interessano. È invece più interessante
rappresentare l'interiorità dell'uomo, quindi escludere dalla visione il corpo dell'uomo e mettere in scena situazioni, minime o massime, che mettano in risalto le contraddizioni dell'uomo. Questo mi interessa veramente. Basta quindi con le rappresentazioni di questi manichini che si affannano in qualche azione
incomprensibile. Debbo mettere al mondo quel che succede dentro a quei manichini, cioè dentro l'uomo.
La scultura e la saggezza dei materiali. I colori della scultura sono i colori dei materiali. Legno, pietre, vegetali, tutti colori sono. Totem.
Adorazione degli alberi. Conoscere la resistenza dei vari legnami quindi conoscere lo spirito degli alberi.
Conoscere la resistenza delle varie pietre. Quindi conoscere lo spirito delle rocce.
Perché non poter quindi fare sculture con l'acqua, con i fiori, con l'erba, col vetro, ecc., per conoscere la proprietà di tutti i materiali? Sculture sonore (la sonorità che la pittura non riesce a dare), adoratori delle rocce.
Ho assolutamente bisogno di ripartire dalla realtà, di "riattaccarmi" ad essa come un
rampicante su un muro. Per me questa operazione altro non significa che partire da ciò che vedo per lanciarmi in ciò che non è immediatamente visibile. Il visibile come
trampolino di lancio per l'invisibile. Poi, ulteriore problema, nel visibile posso distinguere almeno due mondi: un visibile naturale e un visibile storico-tecnologico.
Vediamo …
"Progettare" come dice Casaroli ed è vero, però non voglio rinunciare alla pittura.
Quella che dovrà diventare una installazione lo farò diventare un quadro.
Nel momento in cui vorrò far diventare quadro il progetto avrò il problema quanto meno del colore, perché ancora non si può dire che sono entrato in confidenza col colore.
Però per progettare qualcosa bisogna pur interessarsi di qualcosa e io in questo periodo non mi interesso di niente. Non mi interessa più niente dei vecchi interessi. Sto aspettando il "click". Chissà dove, chissà quando arriverà e tutto si rimetterà in moto. Nel frattempo probabilmente ho bisogno di rimettermi a leggere e nient'altro.
Questo periodo sono tornato alla figura umana (alla Figura) ma non so che fare. Pensavo di distorcerla, deformarla fino all'orrore, metafora della condizione umana. Ma le mie deformazioni mi sembrano ben deboli a confronto di quelle di Baselitz (si fa per dire). La figura umana. Perché.
Perché voglio tornare a parlare dell'uomo.
Principalmente, esclusivamente è per questo che voglio rispolverare la figura.
Volevo la Figura che esprimesse l'uomo e il suo dolore (della Storia, dell'Amore e della Morte). La figura già esiste, è la Croce. Figure ridotte più o meno a delle croci in primissimo piano. Usare anche il simbolo della croce in tutti i suoi aspetti.
Croce: Morte, Dolore, Amore, Persecuzione, Violenza, Purificazione.
Riempire tutti i lampioni di Senigallia con bandiere di tanti colori diversi ma ognuna di un unico colore. Per seguire tutti i mutamenti del vento, quindi del tempo meteorologico … sollazzarsi principalmente del gioco della bandiera col vento. Magari di seta, cosicché siano più sensibili alle correnti d'aria.
Quello che debbo però tener presente è un certo tipo di emozione, nera opaca, che mi appartiene.
Quindi niente espressionismo astratto, nessuna forma tipo pop-art, Duchamp. I miei antenati ideali sono gli Espressionisti, Munch, Goya, Ensor, Bacon, eccetera. Riprendere contatto con tutta l'arte che più mi ha sempre affascinato.
Esiste un'emozione che unisce tutti questi fino a Beuys e anche H. Mitch, Georg Buchner, Brecht ecc. Questa è la mia linea. Perfino il trash del fumetto underground americano.
Non mi interessa il misticismo pseudobuddista di tanta arte ambientale contemporanea.
Dipingendo si può suonare (la forma, la materia, lo spazio, il colore, il ritmo ecc.).
Trovare un'immagine. La storia dell'immagine.
Che cos'è l'immagine nella sua profondità originaria e nella sua essenza. Il fatto che ci si stanchi di immagini forse non significa che non ne abbiamo più bisogno, significa solo che ne abbiamo troppe. Come anche abbiamo troppi concetti. L'unica maniera per continuare a fare immagini è farle all'oscuro, fuori dal mondo.
CARTOLINE NUOVE
Fare delle cartoline al computer.
Prendere due cartoline in tabaccheria inserirle contemporaneamente nel computer.
Farne uscire di due una cartolina costruita con le caratteristiche di tutte e due quelle originarie.
Ho bisogno di raccogliere ciò che colpisce i miei occhi. Addirittura senza operare una scelta.
Prendo un giornale, lo scompongo totalmente e lo ricostruisco su una nuova superficie.
INFORMAZIONI!
Riempito superficie di stoffa con strato di miele.
MIELE E CENERE.
Il piccolo poema alchemico
IN PRINCIPIO…
I colori e le parole (analogie)
I colori e le forme sono un linguaggio, un codice.
Lavorare i colori come si lavora colle note. I colori come strumento di conoscenza estremamente sottile.
I colori come le parole del poeta.
Passare dal colore (dal mettere colore) ai materiali (dal prelevare i colori e naturalmente le forme).
Ora questi sono gli strumenti per dare forma a qualcosa che è una concezione. Ecco, l'idea è ciò che è veramente importante. I mezzi per esprimerla possono essere tanti quanti sono gli individui.
Per quanto mi riguarda, come artigiano, i colori e le forme sono i miei strumenti di partenza che nel corso del tempo potrebbero benissimo essere trasformati, cambiati.
PENSIERI D'ARTE VISIVA
La mia ricerca riguarda la luce. In fondo anche nell'ultimo lavoro la cosa che è più importante è proprio il gioco tra la luce e le ombre. E questo non si discute affatto. Ma è l'illustrazione erotica che mi interessa? Oppure mi interessa il colore?
E il colore senza composizione non raggiunge tutto il suo valore. E solo una questione di luce?
La luce nell'oscurità. Il colore luce mi interessa.
Leo ha domandato perché non faccio mai le mani.
Ho preferito non rispondergli che è perché mi piacciono i tronchi scultorei senza braccia. Però è possibile che ci sia anche una mia nevrosi delle mani, anzi... delle braccia.
Animali fantastici figure allegoriche di passaggio fra lo stato animale e umano. Con i vegetali mi resta più difficile.
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